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La scienza della condivisione

La fine dell’era moderna e l’evento dei mercati globalizzati hanno segnato l’inizio di un nuovo approccio al lavoro ed alla conoscenza.

Se infatti prima si agiva seguendo logiche chiuse e segrete pre creare novità da immettere sul mercato, oggi si scelgono altre strade. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata certamente la digitalizzazione delle informazioni e delle comunicazioni.

Tutto ciò che è digitale è pressoché modificabile da chiunque.

Una realtà che contrasta con quelle aziende che si arrabbiano molto quando qualcuno condivide o “remixa” le loro proprietà intellettuali.

Un esempio di ciò sono le case discografiche che, stremate dalla continua lotta con chi caricava contenuti e li condivedeva in rete, sono dovute scendere a patti perché hanno capito che la condivisione, in realtà, era un valore aggiunto, una promozione, un piccolo buzz.

Ancora oggi però è triste notare come molti non accettano il remix del proprio prodotto e giu con le interminabili cause in tribunale che generano solo pareri negativi nella comunità che sta a guardare.

Al giorno d’oggi come abbiamo imparato dai social network, la nostra conoscenza è fatta in gran parte dalla condivisione dei contenuti che i nostri amici caricano sui loro profili.
E se la legge lo impedisse, Facebook servirebbe solo per Farmville? Chi lo sa.

Il cambiamento nelle aziende lungimiranti ha portato al sucesso di siti come Innocentive, una vera a propria community di scienziati nella quale queste aziende si approvvigionano di grandi idee e le fanno loro pagando una somma pattuita.

Si passa così dalla scienza della condivisione alla condivisione della scienza.

Il progetto OpenWetWare del MIT è un esempio significativo di ciò. La tecnologia messa a disposizione di tutti (piattaforma wiki) fa in modo che 20 laboratori in tutto il mondo carichino contenuti, si scambino idee e creino nuovi protocolli.

Tutto questo libera gli scienziati dal quel mondo segreto delle riviste scientifiche e delle pubblicazioni che nessuno avrebbe mai letto. Bello no?

Creare, condividere e remixare. Sembra questo il futuro anche nella musica.

Vogliamo lasciarvi con questo splendido esempio di video creato dagli utenti utilizzando una canzone di Jovanotti.

Mentre lo guardate pensate a quanti avrebbero avuto la possibilità di ascoltare questa canzone se non fossero esistiti strumenti come Youtube, Internet e la voglia di divertirsi (nonostante le case discografiche :P)

Postato in ZZUBit!.

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7 Responses

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  1. freud dice

    atrocemente superficiale. E poi a che serve qui?

  2. Jose dice

    il post è volutamente superficiale, non mi pareva il caso di scrivere un trattato, visto che i casi da citare sono molteplici e la discussione è di ampio respiro.

    Per approfondire l’argomento ci sono libri come Wikinomics 2.0 o Darknet di J.D Lasica.

    In questo blog si trattano più argomenti e poi l’approfondimento può anche nascere dai commenti delle persone interessate.

  3. cybergerac dice

    @freud volevi aggiungere qualcosa? trovo il progetto del MIT veramente interessante, invece! dopo anni di falsificazioni ad hoc più o meno evidenti nelle pubblicazioni scientifiche, uno strumento “open-source” per la scienza!

  4. aletrave dice

    @freud, io ho trovato l’articolo di Jose veramente molto interessante.D’altronde lui ha lanciato uno spunto, se vuoi aggiungere altro…..

  5. tempestaemc dice

    Il blog è una sorta di diario in rete che offre l’oppotrunità di esprimere i propri pensieri e considerazioni con l’ausilio, eventualmente, di immagini e video (e molto altro). Freud, ciò è per rispondere alla tua domanda:-”E poi a che serve qui?”
    Credo inoltre che sia esagerata la parola “atrocemente”…però è ciò che pensi…quindi hai fatto bene ma a me piacerebbe anche il fatto che tu motivassi il tuo commento…in più Jose dello staff ci ha fornito ulteriori input che io ho trovato degni di nota e spero li troverai interessanti anche tu.
    Questo è un blog (ripeto), quindi il dibattito è aperto.

    Mi piace molto l’esempio che hai riportato Jose…YouTube ci offre la possibilità di scovare cose nuove e interessanti (alle volte però non è così)…però se internet serve alla diffusione di materiale simpatico, pulito, ricco di significato e culturale…Ok!

  6. Chimar dice

    Ciao a tutti,
    condivido le vostre opinioni e sono d’accordo sul fatto che la scienza ci offre delle opportunità di crescere e migliorare i nostri aspetti.

  7. Chimar dice

    La scienza ha fatto molti passi in avanti: le ricerche hanno permesso di fare scoperte per la vita degli uomini.
    Vorrei portare l’esempio del risparmio energetico tanto di moda: sono entrate in molti supermercati le lampade a basso consumo e a risparmio energetico, quelle con sensore che si accendono e si spengono automaticamente, le pile ricaricabili, gli elettrodomestici di classi economiche di pari efficienza. Visto che ormai siamo in primavera trovo molto utili le borse frigo: quelle morbide e quelle rigide. Chi va in campeggio probabilmente userà il frigo portatile; pratico per conservare cibi perché li tiene più a lungo. Invece le borse rigide hanno una maggiore capacità di conservazione ma sono meno pratiche da pulire. Tutte invenzioni che ci permettono di vivere meglio.



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