
Mai pensato di girare il mondo? Con i voli low cost viaggiare è facile – il problema è trovare un posto in cui dormire.
Perché non un divano?
Grazie a Internet scambiarsi favori e oggetti è più facile che mai: il ritorno allo scambio, alla comunità, è una delle caratteristiche del web 2.0. Comunità globale, però.
Ed ecco nascere il couch surfing, il surf che si fa non tra le onde del mare né tra i bit di Internet, ma tra i divani. L’idea di fondo è molto semplice: accetti di ospitare un ragazzo che viene dalla Norvegia, dall’Inghilterra o dal Kenya sul tuo divano, e tu, se un giorno vorrai andare in Norvegia, Inghilterra o Kenya, saprai a chi chiedere ospitalità.
Il tutto organizzato via Internet, con gli strumenti che conosciamo: community, forum, blog. Gli utenti si ‘controllano’ a vicenda – se qualcuno si comporta male, viene segnalato agli altri surfer, e quindi non troverà più nessuno disposto a ospitarlo. Il couch surfing è forse il primo tipo di viaggio in cui si recensisce non solo il posto in cui si va, ma anche le persone che ci vanno.
La prima community di couch surfing fu lanciata nel 2004 – un sacco di tempo fa, per gli standard di Internet. Ma non ha stufato, anzi, continua a crescere: tra i ragazzi di tutto il mondo il couch surfing è conosciutissimo. E senza il web non sarebbe mai esistito.
Cosa ne pensano gli zzubber?

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